
Il libero, ruolo molto delicato e complicato ma a mio parere molto bello.
Mai al centro della scena ma i migliori di questo ruolo hanno simboleggiato la grinta e il carisma.
Il libero, ruolo del calcio strettamente legato alla nascita del “catenaccio”, metodo utilizzato principalmente per non subire goal.
L’Italia in questo campo è stata insegnante del mondo, la vittoria al mondiale 1982 ne è stata la prova.
A Karl Kappan, allenatore del Servette (club svizzero), si deve la nascita del libero .
Erano gli anni 30 quando decise di togliere un uomo dal centrocampo per andarlo ad aggiungere come ultimo baluardo della difesa.
Colui che doveva spazzare via il pallone e quindi tecnicamente non eccelso.
La scuola italiana tramite Nereo Rocco e Herrera ha però in seguito cambiato i compiti dei calciatori in questo ruolo.
Il libero è diventato un centrale dai piedi buoni che non aveva marcatura fissa e doveva dirigere la difesa, il noto regista difensivo.
Alcuni si lanciavano negli spazi una volta recuperata palla altri preferivano avviare l’azione dal basso.
Altro compito fondamentale del libero era quello di regolare e chiamare il fuorigioco.
L’arrivo della marcatura a zona ha portato alla scomparsa del libero .
La manovra non avviene più per passaggi orizzontali ma tramite verticalizzazioni continue.
La velocità a cui ci si è abituati oggi renderebbe comunque impossibile l’intervento del libero pronto a coprire ogni zona del campo.
Ruoli simili ma anomali ai giorni nostri possiamo accostarli con i dovuti modi a Bonucci e a Lucas Leiva.
Al primo Antonio Conte qualche anno fa ha dato il compito di impostare o uscire palla al piede.
Al secondo invece Simone Inzaghi ha dato il compito di essere presente su ogni azione di impostazione e di recupero, però in zona mediana.
Il 6 era il numero dei grandi liberi del passato.
In campo europeo Franz Beckenbauer e in Italia Gaetano Scirea e Franco Baresi sono stati i calciatori simbolo di questo per me bellissimo ruolo purtroppo andato perso.
Marco Montuschi
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